Dinner

Best in Town… Bento!

14 febbraio 2017 • By

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Il sushi: quanto è buono il sushi? Si potrebbe rispondere a questa domanda in due modi diversi: si potrebbe usare un avverbio di quantità, come per esempio “tantissimo!”, oppure si potrebbe ribattere con una precisazione: “Beh, dipende dove lo mangi”.

Io ho trovato il mio posto del cuore a Milano, un ristorante che ha aperto ormai 13 anni fa e che continua a servire i miei nighiri preferiti. Si chiama Bento e per molti amanti della cucina giapponese è da tempo un punto di riferimento in città e io sono convinta che gran parte del merito sia di Antonio, la vera anima del locale. Antonio Scognamiglio è davvero instancabile, la sua mente partorisce progetti nuovi nello stesso lasso di tempo in cui io provo a decidermi se preferisco una tartare di salmone o di tonno: è grazie a lui se Bento riesce a trasformarsi e a rinnovare la sua offerta con costanza senza mai deludere il cliente.

Sono stata diverse volte da Bento e ne sono sempre uscita più che soddisfatta: il menù migliora sempre, anche quando sono convinta che non possa più farlo. Alle prelibatezze della carta, da qualche mese si aggiunge un importante restyling del locale a renderlo davvero irresistibile. Ci sono voluti ben due anni, ma finalmente lo scorso autunno Bento si è presentato ai suoi ospiti nella sua nuova, elegantissima veste: posso garantirvi che l’atmosfera suadente amplifica l’esperienza gastronomica. Pensate di entrare in un ristorante che ha saputo fare del minimalismo la sua chiave sensuale (grazie alla calda boiserie in noce che riveste le pareti e al marmo bianco che ricopre il banco del bar) e poi ditemi se non vi innamorate anche voi di questo ristorante!

La prima volta che sono entrata da Bento dopo il restyling firmato dallo Studio Platform di Aria Behbehani sono rimasta estremamente colpita dalla seduta in tessuto che si trova all’ingresso, poi mi sono guardata intorno e ho notato l’installazione artistica di Uros Mihic e ho deciso che su Bento avrei dovuto scrivere un post, tutti i miei lettori devono conoscerlo! Ah, poi fatemi sapere cosa ne pensate del lampadario ad ombrello che c’è al piano terra!

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Ma ora arriviamo alla parte che più mi interessa: il cibo. Di ristoranti giapponesi Milano è piena, caspita se lo è. Fra AYCE, locali pseudo raffinati e altri che ti spennano completamente, trovarne uno speciale non è facile. Voglio provare a convincervi che Bento è il posto che fa per voi. Io mi sono ancora la notte i nighiri alla fiamma con ventresca, mela cotogna e foie gras, ma anche la tartare di gamberi rossi con ikura e olio al tartufo. Se vi dicessi che fanno i gunkan con anguilla e mango? Li avete mai assaggiati? Tante poi sono le cosiddette “Creazioni dalla cucina”, come le chiamano da Bento. Vi faccio un esempio: black cod dell’Alaska marinato in salsa di miso e sake con crudité di spinacini. Basta, non ce la faccio davvero più, mi sta tornando una voglia di sushi pazzesca e non sono nemmeno le 11 del mattino.

Che dire, spero di avervi convinti a fare un salto in Corso Garibaldi a trovare Antonio, ditegli che lo saluto.

BENTO
Corso Garibaldi 104
Milano
www.bentosushi.it
FB/ Bento Sushi Restaurant


Food

LOVE4VEG: 4 RISTORANTI VEGETARIANI DA PROVARE

25 novembre 2016 • By

Non sono vegetariana, anzi, che nessuno osi togliermi un buon filetto al sangue! Però devo ammettere che mi capita spesso di concedermi qualche giorno completamente all’insegna delle verdure: quando esco a cena troppo spesso, il mio corpo mi chiede pietà e necessita di un po’ di detox. Detox non vuol dire mangiare cose meno buone, a dire il vero vuol dire mangiare cose inaspettatamente buonissime.

Mi piace vagabondare per Milano alla scoperta di posti speciali, e in questa lista non possono mancare anche dei deliziosi locali veg. Se devo essere sincera, infatti, adoro i colori dei piatti vegetariani e mi piace farmi coccolare dai sapori e abbinamenti che non mi sarei mai immaginata prima. Nel mio percorso di food hunting ho avuto la fortuna di conoscere diversi ristoranti vegetariani davvero unici – e ne ho scelti quattro in particolare.

 

joia

JOIA
Non potevo che iniziare col botto, dovevo assolutamente puntare in alto, alle stelle – e questo sì, è un gioco di parole voluto. Joia è il ristorante stellato nelle mani dello chef Pietro Leeman, artefice esperto di un’alta cucina completamente naturale. Ovviamente so che non è un posto in cui si può andare spesso, anzi forse è un posto in cui si va una sola volta nella vita, ma anche solo quell’unica sarà memorabile. Conoscete il critico in incognito del Corriere della Sera, Valerio Massimo Visintin, vero? Lui lo ha stroncato in maniera memorabile, e quel fatto mi incuriosì parecchio, mi sentii quasi in dovere di andare a provarlo. A conquistarmi non è stato il locale in sé, anzi, ma lo stile di cucina meditato e sono stata davvero felice di essere andata oltre i pregiudizi.
Fatelo anche voi, il Joia è in Via Castaldi 18.

 

55

OSTERIA AL 55
Il luogo ideale dove portare quegli amici meat lovers che giurano che non sapranno mai apprezzare i ristoranti vegetariani né la cucina vegana. L’Osteria al 55 è in grado di sedurre davvero tutti con i suoi piatti ricercati, ricchi di colori e sapori da ogni angolo del mondo. Credo che qui ogni piatto si trasformi in un quadro: il cuoco si trasforma in pittore e usa gli ingredienti come fossero una tavolozza di colori. Il risultato è un tripudio di gusti capace di conquistare anche i palati più esigenti. Il locale è piccolo ma risulta comunque estremamente accogliente, e mi sono immediatamente sentita a casa. Vorrei già tornarci, tanto l’indirizzo lo so: l’Osteria al 55 è in Via Messina 55 a Milano.

 

tvb

TVB
Vorrei fare una premessa: ma quanto è bello il nome di questo locale? Ci fa fare un balzo all’indietro incredibile, quando i più giovani scrivevano tutte le parole abbreviate, quando il nesso “ch” era diventato “k”, e quando per esprimere affetto bastavano tre lettere: tvb, ti voglio bene. E da TVB non si può non voler bene alle prelibatezze gastronomiche cucinate dallo chef Japi: raffinati gelati, ma anche centrifugati, crepes, bevande fresche e calde e una vasta scelta di piatti salati, per una pausa pranzo da leccarsi i baffi – tutto, ovviamente, rigorosamente vegetale. È un posto nuovo – pensate che ha aperto solo un paio di mesi fa, eppure io mi sono già innamorata di tutti i suoi piatti BIO. Volete un esempio? Carote, zucchine, cavolo cappuccio e porro con semi di girasole e salsa di soia, oppure riso venere integrale con cavolo viola, porto e semi di sesamo tostati… Vi è venuta fame? Correte in Via Gobetti 15.

 

mantra

MANTRA
Last but not least, non potevo non menzionare il primo ristorante crudista d’Italia. Io sono riuscita a combattere i pregiudizi che, devo ammettere, avevo nei confronti del raw food. Il locale è piccolino, e piccolini sono anche i tavolini, ma l’atmosfera è comunque molto piacevole, così come piacevole è il cibo completamente crudo (fatta eccezione per il caffè e alcuni cocktail). Il posto merita assolutamente una visita, anche solo per poter dire di essere andati in un ristorante che non usa padelle, pentole né, tanto meno, fornelli: tutti i profumi, insomma, sono genuini e i sapori leggeri. Sono molto orgogliosa, e avrei voluto dirvi che avevo ragione io, che i piatti non sapevano di nulla. Invece erano squisiti, ve lo posso giurare. Vi consiglio di fare una capatina in Via Castaldi 21.

Quella che vi sto lanciando è una vera e propria sfida: non abbiate paura e go hard or go veg… Non si diceva così?


Breakfast

Colazione perfetta: I miei 4 posti del cuore

2 novembre 2016 • By

Il pasto spesso (e purtroppo) più sottovalutato, ma al contempo il più importante è decisamente il mio preferito: la colazione. Adoro la colazione perché, perlomeno per me, è un vero momento d’amore: cerco di non farla mai di fretta, ma anzi se sono a casa mi sveglio con sufficiente anticipo per concedermi un buon caffè in una delle mie tazzine di porcellana inglese. Ci aggiungo un dolcetto oppure un frutto, uno yogurt o qualsiasi cosa mi vada, ma avrete capito che non riesco a iniziare bene la giornata se non mi sono presa qualche minuto solo per me e la mia colazione. La domenica, poi, la colazione a letto, sotto il caldo piumone, è uno dei più genuini piaceri della vita.

Ma i motivi per cui adoro la colazione sono tanti, oltre alla sua semplicità: i posti in cui coccolarsi nelle prime ore del mattino possono essere davvero deliziosi, e alcuni saprebbero strappare un sincero sorriso anche a chi odia alzarsi presto e pur di dormire venti minuti in più, non mangia nulla fino all’ora di pranzo.

Ho deciso di raccontarvi di alcuni dei miei posti del cuore per la colazione, e per la precisione ne ho scelti quattro.

 

macha

MACHA CAFE
Mi piace sperimentare sempre sapori nuovi e mi piace fare attenzione al benessere, quindi quando ho scoperto Macha Cafe non potevo non innamorami. Macha ha portato a Milano un nuovo modello di caffetteria che celebra il tè matcha come ingrediente duttile e ricco di proprietà benefiche. Il suo menù è gustoso, piacevole e divertente, ed è tutto studiato dai simpatici Tunde e Antonio. È il luogo ideale per una colazione lenta, lunga, una di quelle che piacciono a me, oppure per un incontro di lavoro o per una colazione take-away per accorciare i tempi e scappare in ufficio. Avevo tanto sentito parlare del tè matcha ma non lo avevo mai provato, prima di entrare da Macha, dove ogni volta non resisto e vorrei assaggiare tutto: cheesecake, muffinn, pancake, brioche, yogurt (vegetale e non), frutta fresca e superfood nelle deliziose mini-jar e in frullati e centrifugati che sono – credetemi – veri concentrati di energia.
Non potete non provarlo, lo trovate in Viale Crispi 15 a Milano.

 

pave

PAVE
Forse non tutti sanno che a Milano esiste una deliziosa pasticceria con laboratorio a vista: si chiama Pavè ed è assolutamente squisita. L’atmosfera all’interno è semplicemente magica, e mi ha conquistato appena sono entrata la prima volta. Saranno state le vetrate che danno direttamente sulla strada e che illuminano sempre il locale in maniera piacevole, oppure la sensazione di essere in una bakery londinese, fatto sta che raramente ho trovato luoghi non solo così belli, ma anche così buoni. La semplicità è sicuramente la carta vincente di Pavè. Io non riesco mai a resistere ai biscotti, alle creme e ai lievitati di questa pasticceria: pensate che utilizzano un grano speciale per panettoni e colombe (il “Germano”, un lievitato al germe di grano, morbidissimo e profumatissimo, insomma: perfetto per la prima colazione).
Vi consiglio di fare un salto in Via Casati 27, per godervi il momento delle sfornate, dei profumi più intensi, insomma, del vero e proprio risveglio dei sensi.

 

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JARIT
La location è già un punto a favore di questo piccolo locale nel cuore di Milano: s’affaccia su Via Festa del Perdono, a soli due passi dall’Università Statale, e si sa che l’Unimi – come la chiamano gli studenti, ha un grande fascino. Jarit propone un concept innovativo, davvero incredibile e unico nel suo genere: mette sotto vetro gli chef stellati. Grandi chef del calibro di Claudio Sadler e Katia Maccari hanno deciso di aderire a questo interessante progetto e le loro prelibate creazioni sono finite in un vasetto: curioso, no? I piatti (o forse dovrei dire i vasetti?) possono essere consumati in loco oppure comodamente sul divano di casa – ed è questa la vera novità (oltre, ovviamente ai prezzi): godersi un piatto stellato sotto i 15 euro tranquillamente a casa. Non mancano i vasetti dolci: bastano 5 euro per gustare una torta davvero da leccarsi i baffi. La formula vincente sta, oltre nella qualità, nell’eleganza.
Jarit è in Piazza Santo Stefano 10.

 

giacomo

PASTICCERIA GIACOMO
Quando ho voglia di chiudere gli occhi e sentirmi in una boulangerie parigina, non ho dubbi: vado alla Pasticceria Giacomo.  Con questo luogo si è immediatamente instaurato un feeling speciale: sarà per la condivisa e innata passione per la buona cucina. La scelta per la colazione perfetta è molto ampia: dai dessert tradizionali fatti in casa (qualche esempio? La crostata di frutta, il profiteroles, la tarte-tatin) fino all’irresistibile “Bomba”, una deliziosa sfoglia con crema al mascarpone e fragole di bosco, e alla torta al doppio cioccolato e alla mille foglie di lamponi.
A parole non riesco a descrivervi la bontà di questi dolci, quindi vi consiglio di andare in Via Pasquale Sottocorno 5 a Milano ad assaggiarli di persona.

Sono riuscita a convincervi che la colazione è il pasto migliore della giornata?


Food

Furo Chic: La schiscetta diventa di classe

12 ottobre 2016 • By

Schiscetta, pranzo al sacco, lunch box… Chiamatelo come volete, ma a me pranzare in ufficio non ha mai fatto impazzire. E il motivo era semplice: non c’è un modo elegante di tirare fuori dalla borsa una scatoletta di plastica. Perché nessuno può permettersi di mangiare fuori ogni giorno, quindi cucinandosi un bel pranzetto a casa, non solo si ha la garanzia di mangiare sano, ma si risparmia anche. Come ho detto, l’unico vero problema è – anzi, era, il contenitore assolutamente antiestetico.

Ma finalmente è arrivata la soluzione ideale.

Si chiama Furo Chic e il nome non poteva essere più azzeccato. Non solo perché si ispira al porta-bento, cioè il furoshiki, involucro per la schiscetta giapponese, ma soprattutto perché è deliziosamente chic.

L’idea è venuta ad Alessandro Vannicelli e Fabrizio Castellazzo, rispettivamente fondatore del blog Schisciando e leader di Altriluoghi. Il primo è riuscito a fare della schiscetta uno stile di vita, come avrete capito dal nome; mentre la seconda è un’azienda d’abbigliamento che punta tutto sul cotone biologico e i colori naturali.

Dalla collaborazione fra Schisciando e Altriluoghi è quindi nato Furo Chic, il nuovo accessorio di stile di cui non riesco più a fare a meno. Perché? Per almeno due motivi, anzi tre. Innanzitutto ha dato una svolta alle mie pause pranzo: è raffinato e non sono più in imbarazzo quando devo mangiare in ufficio. Addio sacchetti di plastica! In secondo luogo, adoro le due fantasie di colori: come musa ispiratrice non poteva che essere scelta la pasta e le due collezioni si ispirano alla pasta al pesto e a quella all’arrabbiata. Infine, Furo Chic è molto di più di quello che sembra, è incredibilmente versatile e a seconda di come si annoda può trasformarsi in un porta-tablet o in una pratica borsa.

Io sono innamorata di Furo Chic, non lo uso solo in pausa pranzo ma anche come custodia per il mio iPad e l’ho già regalato a qualche amica. Io ho dato un tocco chic alla mia schiscetta, e voi?

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Breakfast

Una colazione speciale da Taveggia

5 ottobre 2016 • By

Ad ottobre ci vuole dolcezza, lo sappiamo tutti. Ad ottobre abbiamo bisogno di dolcezza, perché le vacanze sono ormai soltanto un ricordo, Milano è tornata grigia e non saremmo riusciti a resistere fino al weekend senza una sana dose di zuccheri. Avevo voglia di una pausa dal gusto retrò e di conseguenza uno solo era l’indirizzo che potevo scegliere: quello della Pasticceria Taveggia.

La Pasticceria Taveggia è un luogo storico di Milano, pensate che vanta più di un secolo di storia: dal 1909. Durante tutto il giorno è frequentata da studenti, imprenditori e avvocati che dal mattino alla sera si ritrovano per fare quattro chiacchiere, per discutere d’affari e soprattutto per degustare deliziosi dolci. Ma non finisce qui, perché nel corso degli anni anche volti noti dello spettacolo e giornalisti di rilievo sono passati da questo incantevole luogo nel cuore di Milano: da Carla Fracci a Enzo Biagi, dal Principe di Monaco a Hugh Grant.

La Pasticceria Taveggia mi ha conquistata dal primo secondo: gli arredi ricordano una Milano che non c’è più. Spicca il verde, ma anche il marmo e la boiserie. Mi sono sentita davvero coccolata da questo ambiente, mentre ho potuto assaggiare i meravigliosi dolci firmati Taveggia. Data la fama del posto, ovviamente me li aspettavo buoni, ma non così tanto buoni! Ho scoperto quanto sia accurata la selezione degli ingredienti, vengono utilizzati solamente farina di grano tenero, lievito naturale, burro di altissima qualità, uova fresche, frutta candita rigorosamente scelta da mani esperte e la migliore cioccolata disponibile.

Irresistibile è anche la selezione di tè, tutti di una importante e rinomata azienda francese, che si chiama Mariage Frères e vanta boutique in tutta Parigi. Da vera appassionata di tè, non mi sono lasciata scappare l’occasione di gustare un tè signature della loro linea, Marco Polo.

Ho ceduto alla tentazione di assaggiare quello che è il simbolo della Pasticceria Taveggia, un dolce la cui fama attraversa l’oceano, attirando tantissimi americani che non vedono l’ora di dare un morso agli irresistibili budini di riso. Da più cent’anni la stessa ricetta è rimasta invariata: un cestino di frolla ripieno di crema pasticcera con riso, vaniglia, zucchero e latte da far venire l’acquolina in bocca solo a parlarne.

Per la mia prossima golosa visita alla Pasticceria Taveggia, magari per l’ora dell’aperitivo, sicuramente proverò uno dei loro famosi cocktail analcolici, magari il loro cavallo di battaglia, Cocktail Taveggia, un analcolico con succo di mirtillo, succo d’arancia e lime.

La Pasticceria Taveggia è riuscita a trasportarmi indietro negli anni e non è difficile spiegarvi perché: le ricette dei dolci sanno sempre regalare emozioni, ma soprattutto sanno far riaffiorare lontani ricordi. A voi è mai capitato?

A proposito di atmosfere piacevoli e suggestive… L’autunno è ufficialmente arrivato e lo so che è un po’ presto per darvi consigli sulle feste natalizie, ma voglio già darvi un dolce suggerimento! Fate un salto nei prossimi mesi presso la Pasticceria Taveggia per prenotare un panettone artigianale, ma non uno qualsiasi, un panettone Taveggia celebre in tutto il mondo.

PASTICCERIA TAVEGGIA
Aperto dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 20:30, e al sabato dalle 8 alle 20
Via Visconti di Modrone 2
20122 Milano
T 02 7628 0856