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Indira Fassioni

i.

Coazione a ripetere, il mondo di i. 4/365

27 aprile 2018 • By

Coazione a ripetere, il mondo di i. 4/365

A volte mi chiedo perché commettiamo sempre gli stessi sbagli, per quale ancestrale motivo sbatto sempre la testa sullo stesso muro e mi sorprendo pure dicendomi ma non l’avevo già fatto?

Continua la mia permanenza qui in casa k, le giornate iniziano ad avere una loro musica, sempre un po’ troppo lenta per come sono fatta ma almeno è sparito dalla mia testa il ronzio dei giorni scorsi. Ecco se proprio vogliamo pensare ad una canzone che mi faccia da colonna sonora probabilmente sarebbe questa.

 https://www.youtube.com/watch?v=TZJ7Rubz3Bc 

Ieri nel primo pomeriggio mi sono rivista con un’amica con cui forse non parlavo da 10 anni e più, mi ha fatto molto piacere.  L’interesse di D. (magari le scoccia essere nominata) non interessato sulla mia salute e sulla mia testolina mi hanno devo dire riempito un pezzettino di cuore.

[ci si ritrova senza rincorrersi ]

Ho ripreso a scrivere senza avere troppi blocchi e in modo abbasta fluido, dovrebbe rendermi felice un pochino no? invece non me ne importa ancora molto….mi passerà…..

La mia piccola dose di coccole me la sono comunque voluta prendere anzi pretendere e sono andata a fare le mani da Francesca, una ragazza dolcissima e molto brava a cui affido con orgoglio le mie manine che sono uno dei miei tanti vezzi, ringrazio Dio di esser donna per questo.

Vi faccio vedere il risultato qui

Sono tornata al rosso, chissà perché il rosso mi fa stare cosi bene, mi fa sentire a casa, me stessa, il rosso non mi tradisce. Sarà vero che il rosso rappresenta la passione, la sensualità, l’emancipazione? 

Per chi volesse sapere che smalti mi piacciono ecco qui i rossi che mi fanno sorridere il cuore.

Mi sto rendendo conto che questo post è un po’ effimero, ma tra i propositi per questa nuova i., c’è anche quello di ricordarsi che ci si può vedere di nuovo graziose, ci si può di nuovo guardare allo specchio senza dover chiudere gli occhi.

Non pensate che a volte il nostro specchio non rifletta prima di riflettere?

buona lettura giornata 

i.


i., SvelArte

i mondo di i. 2/365

25 aprile 2018 • By

“la causa dei nostri problemi siamo noi stessi”

Questa frase mi è sempre sembrata troppo da manuale, quasi uno di quegli assiomi che usano gli analisti per iniziare a farti da subito sentire in colpa e in qualche modo mandarti in paranoia. Ma per il gioco delle due carte e se fosse vero? Ribaltando tutti i miei schemi mentali e se non fosse il mondo ad avercela con me ma io con lui? Queste le domande che hanno accolto il mio risveglio, forse rimarranno qui o forse saranno oggetti e spunto di altre riflessioni.. vi farò sapere.

Ieri seconda giornata di questa mia piccola convalescenza che mi permette comunque di lavorare, a volte il privilegio dei free lance anche questo, non possiamo vedere sempre tutto negativo a volte poter lavorare da casa (è vero non son pagata se mi ammalo non iniziamo). Trascorrere tutta la giornata in casa è pesante ma soprattutto la scansione del tempo assume quasi un effetto cinematografico, tutto mi sembra rallentato: ma come sono ancora le 5? del tipo, comunque son riuscita a scrivere un articolo, ho programmato fb per i clienti ma soddisfazione delle soddisfazioni sono riuscita a far inaspettatamente delle scale.

Nel pomeriggio di ieri accompagnata dal signor k. sono andata a fare una denuncia per smarrimento del bancomat (grazie allo stronzo che sta usando i miei soldi spero ti servano in medicine presto!) a Cesano Maderno c’è sostanzialmente un sottopassaggio in stazione che ti permette cosi di attraversare i binari, ho subito pensato ora mi prendo l’ascensore, i miei polmoni d’acciaio non supereranno mai la prova e invece piano piano fermandomi ogni tanto come una lumaca in calore ci sono riuscita ben 80 scalini e sono qui a scriverlo.  Mi alzo un secondo a fare la OLA. Quindi come ho detto ieri si può sempre ricominciare basta provarci!

Verso sera il mio Mac ha deciso di impazzire e mi sono saltate tutte le pass che poi mi sono resa conto è sempre la stessa con abbinati vari numeri (tranquilli ora è cambiata) Lina 1 Lina73 Lina 75, ma chi è Lina?

Lina è la mia musa, la mia amica immaginaria e rappresenta la mia grande passione per Piero Fornasetti.

Siete curiosi di sapere qualcosa su di Lei? Chi se ne fotte ve lo racconto lo stesso….

Piero Fornasetti è senza dubbio l’artista a me più caro, in linea con un tema tanto inspiegabile quanto seducente. Nato nel 1913, artista poliedrico, pittore e scultore, decoratore, designer milanese, ritengo sia uno dei talenti più originali del secolo scorso. Fondatore di uno stile eccentrico caratterizzato da immagini oscure, ironiche e accattivanti, Piero fu un vero e proprio stacanovista e creò più di diecimila decori. Fortemente ispirato dal surrealismo e dalla pittura metafisica, la produzione di Fornasetti rimane ancora oggi una delle più vaste del XX secolo.

A dirigere le sinfonie della sua arte, una musa ispiratrice, Lina Cavalieri. Attrice e cantante lirica della belle époque, Lina fu per Fornasetti ciò che per Leonardo fu la Monna Lisa.

Leggenda vuole che Piero trovò l’immagine dell’attrice sfogliando una rivista francese di fine ‘800 e, rimanendone folgorato, sotto le sue mani quel volto assunse le ormai famose cinquecento variazioni sul tema.

Questa sua attrazione spasmodica per i lineamenti di Lina Cavalieri ha suscitato in me un tale interesse da spingermi a curiosare più in profondità tra le pieghe della sua travagliata biografia.

Classe 1874, Natalina, cresce in una famiglia divisa dalle difficoltà economiche. Giovane di grande fascino, tanto da annoverare tra i suoi corteggiatori anche Gabriele d’Annunzio, Lina è dotata di una straordinaria vocalità, ma calca i più grandi palchi europei soprattutto per la sua bellezza. Convola a nozze per ben tre volte, nozze che falliscono altrettante volte. Ed è proprio quell’epiteto di “donna più bella del mondo” che in gioventù le cambiò la vita, che in età avanzata segnò la sua fine. Morì infatti in solitudine nella sua villa di Firenze in occasione di un bombardamento aereo l’8 febbraio del 1944. La “Venere dell’opera all’italiana” si trovava in città perché la Paramount Pictures voleva girare un film sulla sua vita, progetto però interrotto a causa della guerra. Solo nel 1955 le riprese giunsero a conclusione con protagonista Gina Lollobrigida nel ruolo della cantante, accompagnata da un giovanissimo Vittorio Gassman. Un destino ironico ma comunque invidiabile quello di Lina Cavalieri: Venere di un’epoca e meravigliosa musa di un’artista. Quale donna non desidererebbe essere l’oggetto di così tanta ammirazione?

Io per prima sarei lusingata nel vedere il mio caschetto raffigurato ovunque e voi che ne pensate delle ossessioni? Raccontatemi le vostre o non siamo ancora cosi in confidenza?

Buon 25 aprile e scusate gli errori ma ho deciso di non correggere e non rileggere questi post, finirebbero in pattumiera.

i.


Life

Il mondo di i.

24 aprile 2018 • By

Questo è come il mio primo posto o il post numero 1.

Non parla di cibo ma parla di me, qui sul mio spazio, ero in dubbio se parlare del mio mondo al di fuori del lavoro, ero in dubbio ( e lo sono ancora ) che a qualcuno possa interessare la mia vita privata e se fosse giusto parlarne.

Ho respirato e contato fino a dieci, mi sono alzata andata a lavare il viso (sudare ad aprile=follia=sei vicina alla menopausa) e mi sono risposta si. Ne vale la pena per me che vivo di parole, faccio la giornalista, non posso mentire agli altri di conseguenza nemmeno a me stessa e se nessuno leggerà le mie parole serviranno a me per ricordarmi ogni giorno chi sono e che non è mai troppo tardi per ricominciare.

Il mondo di i. 1/365

Ho sempre pensato che il mondo fosse rosa, fatato, ovattato che fosse possibile costruire un mondo fatto di bellezza e rarità che tutto potesse capitare agli altri ma non è a me, io in fondo ero perfetta. Ecco qui il primo grande sbaglio credere di essere unici!

Settembre 2015 mi sono ammalata di tumore ai polmoni e qui inizia la seconda vita di Indira, fatta di alti e bassi di crolli di momenti di depressione, di cadute e di risalite di pianti, di cazzate, di sbagli, di cambiamenti, di nuove case, di nuovi amici, di nuovi amori, di nuovi lavori.

Aprile 2018 ho un crollo sono stanca, ho bisogno di riposare, di prendermi del tempo per me e cosi mi sono presa il  mio Mac e sono venuta a stare per qualche tempo dalla mia famiglia speciale: casa k e da qui vedo il mio mondo, il mio lavoro con occhi diversi,271775_2012513646606_1875540_o vi guardo in modo diverso, rimane il mio lavoro, gli articoli di food da cercare con curiosità, continuare a seguire con affetto i ristoranti che seguo ma da oggi c’è anche Indira, perché Indira deve prendersi un po’ cura di Lei. 

E la primavera mi sembra il momento migliore non lo pensate anche voi?


Food

Come al mare… ma al Fishbar de Milan

20 aprile 2018 • By

Fishbar de Milan, il concept store di ristorazione ricercata e allo stesso tempo informale, dopo il successo in Brera e quello a Courmayeur e a Porto Quatu in Sardegna, apre i battenti in una delle zone da sempre più in di Milano: Porta Romana.

Simile nell’aspetto all’originale versione di Brera, questa seconda apertura milanese di Fishbar prevede un menù ricco delle più fresche prelibatezze del mare, cucinate seguendo sia la tradizione italiana che quella esotica. Ma la punta di diamante di questo nuovo locale in Porta Romana saranno gli aperitivi: a base chiaramente di pesce, tanto cotto quanto crudo, potranno essere accompagnati da gustosi cocktail studiati ad hoc dal mixologist Giuseppe Russo.

Restaurant & Lounge bar che perfettamente si adegua ai gusti e alle esigenze del pubblico milanese più al passo con i tempi, Fishbar de Milan è un locale di tendenza, accogliente e informale, in cui soddisfare il proprio palato con delicatezze e abbondanze di ogni tipo, tutto rigorosamente dal mare. Gamberi viola di Mazzara, Salmon Steak con insalatina di alghe e patate al forno, carpaccio di ricciola con broccolo in agrodolce e dressing alla birra, Fish&Chips di cuore di merluzzo impanato con pane panco accompagnato da patatine stick al curry… da Fishbar de Milan è davvero possibile trovare qualsiasi prelibatezza marina per un’esperienza sensoriale oltre l’immaginazione: il gusto appaga il palato, l’attenzione al dettaglio soddisfa la mente.

A coronare il tutto poi, l’attenta selezione di vini e birre apprezzabile anche dai più pretenzios

i appassionati in materia, che perfettamente si sposa con i piatti pensati dallo chef del locale.

Ma Fishbar de Milan non è solo questo, al suo interno si trova un mondo altro: un luogo quasi incantato, che si distacca completamente dalla Milano che tutti conosciamo e fa immergere i clienti in un meraviglioso spazio marino introvabile in qualsiasi altro luogo della città.


Food

Il Centro Medico NeMO ad Identità Golose

5 marzo 2018 • By

Il 3 marzo ho avuto la possibilità di partecipare all’edizione di Identità Golose 2018 e di incontrare il Centro Clinico ad alta specializzazione NeMO (NeuroMuscolar Omnicentre). Il centro, nello specifico, si occupa delle persone affette da malattie neuromuscolari, come, ad esempio, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), la Atrofia Muscolare Spinale (SMA) e le distrofie muscolari.

Le malattie neuromuscolari note sono molteplici e possono comparire in qualunque momento della vita, provocando gravi disabilità a chi ne è effetto, in particolare al movimento, alla capacità respiratoria, alla comunicazione, alla deglutizione e alla funzione cardiaca.

Il centro clinico è presente in quattro sedi: a Milano, Roma, Messina ed Avezzano, dove ogni giorno si affrontano i problemi legati alla disfagia, che riguarda oggi il 3% della popolazione italiana e consistono nella difficoltà di deglutire cibo e/o liquidi e possono interessare le diverse fasi della deglutizione.

NeMo ha partecipato a Identità Golose per presentare il suo progetto “Aggiungi un posto a tavola”, che prevede diversi eventi di raccolta fondi per i loro pazienti. Il progetto è proprio pensato per chi soffre di disfagia; lo stand infatti prevedeva tre piatti: La Scarpetta di Franco Pepe, l’Aria di Pane di Renato Bosco e un piatto speciale, una pizza creata dallo chef Misha Sukyas studiata specificatamente per le persone che soffrono di questa patologia. È un modo per trasmettere il piacere del gusto del cibo e cercare di ritrovare con i pazienti e i loro familiari il piacere di stare insieme a tavola.