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LOVE4VEG: 4 RISTORANTI VEGETARIANI DA PROVARE

25 novembre 2016 • By

Non sono vegetariana, anzi, che nessuno osi togliermi un buon filetto al sangue! Però devo ammettere che mi capita spesso di concedermi qualche giorno completamente all’insegna delle verdure: quando esco a cena troppo spesso, il mio corpo mi chiede pietà e necessita di un po’ di detox. Detox non vuol dire mangiare cose meno buone, a dire il vero vuol dire mangiare cose inaspettatamente buonissime.

Mi piace vagabondare per Milano alla scoperta di posti speciali, e in questa lista non possono mancare anche dei deliziosi locali veg. Se devo essere sincera, infatti, adoro i colori dei piatti vegetariani e mi piace farmi coccolare dai sapori e abbinamenti che non mi sarei mai immaginata prima. Nel mio percorso di food hunting ho avuto la fortuna di conoscere diversi ristoranti vegetariani davvero unici – e ne ho scelti quattro in particolare.

 

joia

JOIA
Non potevo che iniziare col botto, dovevo assolutamente puntare in alto, alle stelle – e questo sì, è un gioco di parole voluto. Joia è il ristorante stellato nelle mani dello chef Pietro Leeman, artefice esperto di un’alta cucina completamente naturale. Ovviamente so che non è un posto in cui si può andare spesso, anzi forse è un posto in cui si va una sola volta nella vita, ma anche solo quell’unica sarà memorabile. Conoscete il critico in incognito del Corriere della Sera, Valerio Massimo Visintin, vero? Lui lo ha stroncato in maniera memorabile, e quel fatto mi incuriosì parecchio, mi sentii quasi in dovere di andare a provarlo. A conquistarmi non è stato il locale in sé, anzi, ma lo stile di cucina meditato e sono stata davvero felice di essere andata oltre i pregiudizi.
Fatelo anche voi, il Joia è in Via Castaldi 18.

 

55

OSTERIA AL 55
Il luogo ideale dove portare quegli amici meat lovers che giurano che non sapranno mai apprezzare i ristoranti vegetariani né la cucina vegana. L’Osteria al 55 è in grado di sedurre davvero tutti con i suoi piatti ricercati, ricchi di colori e sapori da ogni angolo del mondo. Credo che qui ogni piatto si trasformi in un quadro: il cuoco si trasforma in pittore e usa gli ingredienti come fossero una tavolozza di colori. Il risultato è un tripudio di gusti capace di conquistare anche i palati più esigenti. Il locale è piccolo ma risulta comunque estremamente accogliente, e mi sono immediatamente sentita a casa. Vorrei già tornarci, tanto l’indirizzo lo so: l’Osteria al 55 è in Via Messina 55 a Milano.

 

tvb

TVB
Vorrei fare una premessa: ma quanto è bello il nome di questo locale? Ci fa fare un balzo all’indietro incredibile, quando i più giovani scrivevano tutte le parole abbreviate, quando il nesso “ch” era diventato “k”, e quando per esprimere affetto bastavano tre lettere: tvb, ti voglio bene. E da TVB non si può non voler bene alle prelibatezze gastronomiche cucinate dallo chef Japi: raffinati gelati, ma anche centrifugati, crepes, bevande fresche e calde e una vasta scelta di piatti salati, per una pausa pranzo da leccarsi i baffi – tutto, ovviamente, rigorosamente vegetale. È un posto nuovo – pensate che ha aperto solo un paio di mesi fa, eppure io mi sono già innamorata di tutti i suoi piatti BIO. Volete un esempio? Carote, zucchine, cavolo cappuccio e porro con semi di girasole e salsa di soia, oppure riso venere integrale con cavolo viola, porto e semi di sesamo tostati… Vi è venuta fame? Correte in Via Gobetti 15.

 

mantra

MANTRA
Last but not least, non potevo non menzionare il primo ristorante crudista d’Italia. Io sono riuscita a combattere i pregiudizi che, devo ammettere, avevo nei confronti del raw food. Il locale è piccolino, e piccolini sono anche i tavolini, ma l’atmosfera è comunque molto piacevole, così come piacevole è il cibo completamente crudo (fatta eccezione per il caffè e alcuni cocktail). Il posto merita assolutamente una visita, anche solo per poter dire di essere andati in un ristorante che non usa padelle, pentole né, tanto meno, fornelli: tutti i profumi, insomma, sono genuini e i sapori leggeri. Sono molto orgogliosa, e avrei voluto dirvi che avevo ragione io, che i piatti non sapevano di nulla. Invece erano squisiti, ve lo posso giurare. Vi consiglio di fare una capatina in Via Castaldi 21.

Quella che vi sto lanciando è una vera e propria sfida: non abbiate paura e go hard or go veg… Non si diceva così?


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Furo Chic: La schiscetta diventa di classe

12 ottobre 2016 • By

Schiscetta, pranzo al sacco, lunch box… Chiamatelo come volete, ma a me pranzare in ufficio non ha mai fatto impazzire. E il motivo era semplice: non c’è un modo elegante di tirare fuori dalla borsa una scatoletta di plastica. Perché nessuno può permettersi di mangiare fuori ogni giorno, quindi cucinandosi un bel pranzetto a casa, non solo si ha la garanzia di mangiare sano, ma si risparmia anche. Come ho detto, l’unico vero problema è – anzi, era, il contenitore assolutamente antiestetico.

Ma finalmente è arrivata la soluzione ideale.

Si chiama Furo Chic e il nome non poteva essere più azzeccato. Non solo perché si ispira al porta-bento, cioè il furoshiki, involucro per la schiscetta giapponese, ma soprattutto perché è deliziosamente chic.

L’idea è venuta ad Alessandro Vannicelli e Fabrizio Castellazzo, rispettivamente fondatore del blog Schisciando e leader di Altriluoghi. Il primo è riuscito a fare della schiscetta uno stile di vita, come avrete capito dal nome; mentre la seconda è un’azienda d’abbigliamento che punta tutto sul cotone biologico e i colori naturali.

Dalla collaborazione fra Schisciando e Altriluoghi è quindi nato Furo Chic, il nuovo accessorio di stile di cui non riesco più a fare a meno. Perché? Per almeno due motivi, anzi tre. Innanzitutto ha dato una svolta alle mie pause pranzo: è raffinato e non sono più in imbarazzo quando devo mangiare in ufficio. Addio sacchetti di plastica! In secondo luogo, adoro le due fantasie di colori: come musa ispiratrice non poteva che essere scelta la pasta e le due collezioni si ispirano alla pasta al pesto e a quella all’arrabbiata. Infine, Furo Chic è molto di più di quello che sembra, è incredibilmente versatile e a seconda di come si annoda può trasformarsi in un porta-tablet o in una pratica borsa.

Io sono innamorata di Furo Chic, non lo uso solo in pausa pranzo ma anche come custodia per il mio iPad e l’ho già regalato a qualche amica. Io ho dato un tocco chic alla mia schiscetta, e voi?

furo


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Hambistro è tutto un altro hamburger

11 luglio 2016 • By

Ogni domenica ho una missione in giro per Milano: food hunting alla ricerca dei posti più buoni, carini e speciali della città. Mi chiamo Indira, ma ogni settimana mi trasformo in foodiehunter. Per questa settimana, io e i miei amici MURR siamo tornati alla ricerca di food gustoso e locali carini.

Il nostro vagabondare per Milano ci ha portati in un posto davvero adorabile, che ci ha fatti sentire immediatamente a casa. Perchè? Per la cura maniacale dedicata ai dettagli: pensate che all’interno c’è addirittura un frigorifero Smeg anni ’50. Ma non è finita qui: da Hambistro, infatti, le panchine in legno bianco, i cuscini colorati, le piante e le caramelle gommose, fanno credere di essere appena entrati nel salotto di un caro amico.

Conoscevate già Hambistro?

Ha cambiato volto, quindi nel caso ci foste già stati in passato, vi consigliamo assolutamente un’ulteriore visita.

Anche il menù si è arricchito: per andare incontro ai nuovi trend del momento, e a tutte le esigenze alimentari dei clienti, Hambistro propone molti piatti veggie stagionali, hot dog gourmet e una lunga e davvero interessante lista di birre artigianali italiane (i nomi accattivanti sono davvero parecchi) e tante etichette di vini.

Hambistro è il posto ideale per gli amanti della carne, ma non solo.

Ormai lo avrete capito, a Milano l’hamburger è sempre più innovativo e si fa con tutti gli ingredienti possibili: insomma, si va incontro alle scelte alimentari di tutti. E il nostro gusto è stato pienamente soddisfatto, altroché!

Noi curiosi, non abbiamo resistito nel fare degli assaggi come potete vedere dalla nostra gallery di foto scattate direttamente da I MURR.

Ma l’offerta di Hambistro è vasta e pronta ad accontentare tutti i tipi di palato: da quelli dei carnivori a quelli dei più convinti vegetariani..

Con Alice Agnelli ( conoscete il suo blog “A Gipsy in the Kitchen?”), infatti, è stato studiato un menù ad hoc.

Qualche esempio? Burger di patate dolci o broccoli, zuppe di stagione, hot dog (di carne selezionata da piccoli produttori altoatesini), avocado toast. Esatto, avete letto bene: avocado toast.

Avete l’acquolina in bocca?

Per saperne di più andate su http://www.imurr.com/food-hunting-hambistro-e-tutto-un-altro-hamburger/

Photos by MURR

HAMBISTRO

Via Savona 13

Milano

02 45487356

info@hambistro.it

ORARI DI APERTURA

Lunedì – Mercoledì

12 – 15 | 19 – 23

Giovedì – Sabato

12 – 15 | 19 – 23

Domenica

11:30 – 16 | 19 – 23


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FLOWER BURGHER – LA FELICITÀ DEL FATTO IN CASA NATURALE

4 luglio 2016 • By

Ogni domenica ho una missione in giro per Milano: food hunting alla ricerca dei posti più buoni, carini e speciali della città. Mi chiamo Indira, ma ogni settimana mi trasformo in foodiehunter.
Come ormai avrete capito, a me e ai miei amici MURR piace sperimentare cucine innovative, senza però mai lasciare da parte il gusto buono e genuino.
Questa settimana abbiamo scovato un posto assolutamente da urlo, e non solo per i piatti deliziosi, ma anche e soprattutto per l’ambiente e l’atmosfera.
Stiamo parlando di Flower Burger, la prima e squisita veganburgeria milanese. Si trova nel cuore di Porta Venezia e ha saputo dare un colorato e irresistibile tocco hippy alla zona.
Lo sapevate che i figli dei fiori sono stati i primi a farsi portavoce dei benefici della dieta veg?
Niente proteine animali è stata la linea guida della nostra spedizione culinaria, e ci siamo così ritrovati nel tempio vegano di Matteo, Federico e Viola.
Ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta: i prodotti sono tanti, e tutti preparati a mano, dalle salse ai gustosi patty.
I panini sanno accontentare davvero tutti i gusti: sono colorati, classici o ai cereali, al carbone vegetale o aromatizzati alla curcuma.
Noi non potevamo crederci: vegano non è insipido, vegano è squisito!
Eravamo piuttosto scettici, all’inizio, lo ammettiamo: nella nostra testa non c’era hamburger senza carne, cotta al sangue e…….ci sbagliavamo!
Il veganburger non ha nulla da invidiare al cugino carnivoro, anzi, è semplicemente ottimo, grazie ai patty: che siano di ceci o d’orzo e carote, di sedano e fagioli rossi o con tofu affumicato e piselli, il risultato è solo uno: palato soddisfatto.
Per saperne di più, cliccate http://www.imurr.com/food-hunting-flower-burgher-la-felicita-del-fatto-in-casa-naturale/

Photos by MURR

Flower Burger
Viale Vittorio Veneto 10
Milano
telefono: 02/39628381
www.flowerburgher.it
Aperto tutti i giorni
dalle 12:30 alle 15:30


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ITASHI DOVE LO STREET FOOD E’ ECCELLENZA

27 giugno 2016 • By

Ogni domenica ho una missione in giro per Milano: food hunting alla ricerca dei posti più buoni, carini e speciali della città. Mi chiamo Indira, ma ogni settimana mi trasformo in foodiehunter.
Questa settimana ero molto indecisa su dove portare Roberta, Antonio e Mario.
Avevo voglia di qualcosa di italiano, magari di un buon piatto con mozzarella napoletana, ma anche di un tocco orientale, più precisamente giapponese. Ma non ci sono due cucine più distanti fra di loro, pensavo – e invece mi sbagliavo.
Io e i MURR abbiamo scovato ITAshi, astro nascente della ristorazione monoporzione, che mixa in maniera sublime l’eleganza nipponica e la qualità del Belpaese.
L’idea è venuta a Marco Quintini e Simone Mazzone, chef che vanta in CV esperienze stellate: ha infatti lavorato all’Hilton, all’Hotel Principe di Savoia e nelle cucine del Gold di Dolce & Gabbana.
Il duo ha un motto ben preciso, che riassume perfettamente il concept del locale: “La cucina tradizionale italiana avvolta in quella giapponese”, e non ci è servito molto per capire cosa si intendesse.
Pensate al tipico e squisito temaki, quanti ne avete mangiati? Noi tanti, ma mai speciali come quelli che abbiamo assaggiato da ITAshi.
Innanzitutto, il nome è diverso e, lasciatecelo dire, delizioso: ITAmaki, una crasi perfetta, una combinazione italo-nipponica che ci ha conquistati immediatamente.
La tecnica di preparazione viene direttamente dal lontano Oriente, ma gli ingredienti sono 100% Made in Italy.
I coni che sono base per tutte le monoporzioni sia di pesce, carne e dolce, sono preparati con farina di Manitoba ( farina multi cereali ) nostrana e resi neri da una punta di nero di seppia ( che non impatta sul gusto finale ).
Nella lista degli ITAmaki imperdibili da provare assolutamente, ci sono quello Tricolore con mozzarella campana Primofiore, quello con carne di Fassona Piemontese e quello con parmigiana.
Ci siamo sentiti come dei bambini in un negozio di caramelle, e abbiamo ordinato e gustato tutto a base di pesce ed un paio di assaggi diversi come potrete vedere dalla nostra gallery di foto.
Noi, però cerchiamo sempre di tenerci uno spazietto libero per il dolce e non siamo rimasti delusi, anzi, i nostri occhi si sono illuminati quando abbiamo visto gli ITAmaki cannoli e gli ITAmaki strudel ma abbiamo optato per la novità assoluta: ITAMAKI KINDER BUENO.

Per l’articolo completo, cliccate qui! http://www.imurr.com/food-hunting-itashi-dove-lo-street-food-e-eccellenza/

Photos by MURR

ITAshi
Via Muratori 10, Milano
Tel. 02 36755703
Orari
12:30- 14:30
19:30-23
Chiuso la domenica
www.itashi.it
Per consegna a domicilio www.foodora.it