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Eterna passione e antica amicizia per Sunsweet

21 agosto 2018 • By

Oggi vi parlo di una ricetta speciale che due amiche hanno preparato ad hoc per me e per il progetto Sunsweet, che mi sta molto a cuore.

Marzia e Grazia rappresentano due personalità diverse unite dall’amore per la cucina e il buon cibo. Il loro Laboratorio di Golosità, un progetto nato circa una ventina di anni fa, è un’attività commerciale, con radici antiche e una visione innovativa, che unisce la passione per la Pasta a quella per i Dolci in un connubio perfetto di artigianalità, naturalezza e freschezza; un laboratorio in cui passione e amicizia incontrano e reinventano la tradizione e che ci riporta alle domeniche che profumavano di pasta fresca, di torta della nonna e di famiglia. Ogni creazione di Marzia e Grazia racconta una storia e in questo post vi racconto quella degli gnocchi di prugne: è una ricetta che Grazia si faceva preparare espressamente dalla mamma della sua migliore amica, una bravissima cuoca di origine istriana/friulana, che si vide costretta a italianizzare il cognome a seguito della fuga oltre i confini della propria nazione a causa dei rastrellamenti durante la seconda guerra mondiale. Questo piatto porta con sé una storia travagliata, ma con un bellissimo lieto fine, il gusto agrodolce è in perfetta linea con ciò che racconta.

Ingredienti

350/400 Patate pasta bianca (meglio se vecchie) 1 uovo 250 gr farina 00 3/4 pizzichi sale 60 gr Burro fuso Per il ripieno 8 prugne Sunsweet 3 cucchiai pangrattato 35 gr zucchero semolato 20 gr burro.

Preparazione

Cuocere le patate mondate (lavate e spellate) a vapore e, una volta cotte, schiacciarle quando ancora calde fino ad ottenere purea. Aggiungere l’uovo, il burro fuso, 3 pizzichi di sale e la farina, impastare fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Lasciare riposare 1 ora. In the meanwhile, tagliare a metà le prugne Sunsweet Tostare pan grattato con lo zucchero, la cannella e il burro, fino a ottenere una granella, da inserire all’interno di ciascuna prugna. Formare 16 palline di patate lessate, appiattirle, inserendo al centro la prugna “ripiena” della granella precedentemente preparata, per richiuderle poi a formare uno gnocco (più o meno delle dimensioni di una pallina da tennis). Lessare gli gnocchi in acqua calda salata bollente. Quando affiorano sono pronti. Spadellare gli gnocchi scolati con burro fuso noisette, cannella e zucchero.

www.marziaegrazia.it

 


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Testina

25 febbraio 2015 • By

Andiamo avanti nel nostro viaggio. Questa volta vi porto al Testina, un locale in cui la fedeltà ala tradizione culinaria milanese fa da padrona.

La sala è calda e accogliente. Le foto della vecchia Milano alle pareti, le travi a vista, la tovaglia a quadri e la luce delle candele creano l’atmosfera giusta. Non lasciatevi però ingannare dall’ambiente informale. Il servizio in sala è ottimo e i camerieri sono molto cordiali e professionali.

Quello che ho percepito subito al Testina è la sua filosofia: passione, tradizione e professionalità da condividere con i clienti. I cibi e i vini sono in perfetta sintonia con l’ambiente rilassato e gradevole.

La cucina del Testina è tradizionale e ricercata. Il menù presenta infatti i tipici piatti di Milano con un occhio di riguardo per la selezione degli ingredienti.

Alcuni piatti, come lo gnocco fritto con i salumi del piacentino, i Mondeghili – le polpette milanesi con una riduzione di vin rosso, il risotto al salto, la costoletta alla milanese e il risotto all’ossobuco sono i classici intramontabili che non mancano mai dal menù. Il resto cambia ogni mese … un buon motivo per tornarci spesso, no? Inoltre ci sono spesso gustose proposte “fuori menù”.

A piatti del genere, non potevo non abbinare un vino. La cantina del Testina è ampia e selezionata. Ci sono le grandi etichette per i palati più esigenti, ma anche la valorizzazione della regionalità con una vasta scelta di vini locali. Senza contare poi l’ottimo rapporto qualità-prezzo.

Testina propone anche un menù degustazione a 35€ che prevede: cocottina di uovo e cardo in crema di acciughe, risotto alla monzese, manzo brasato al Barolo accompagnato da polenta classica, tiramisù-

Se poi avete voglia di un happy hour un po’ diverso, non fatevi sfuggire il Testina Wine&Relax dalla domenica al giovedì, dalle 20.00 alle 23.00 … per un aperitivo … diVino!

Il Testina è chiuso solo il sabato a pranzo. Il resto della settimana è aperto dalle 12.00 alle 14.30 e dalle 20.00 alle 24.00

Testina

Via Abbadesse 19 (Garibaldi/Centrale)
02/4035907
www.testina.eu

una buona gustosa lettura … I.

 


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Osteria al 55

24 febbraio 2015 • By

Per cominciare il nostro viaggio, vorrei portarvi all’Osteria al 55, un ristorante la cui filosofia è sorprendente: cucina vegetariana (e vegan) per non vegetariani.

Qui i sapori sublimi, i profumi inebrianti e la gioia per gli occhi si sposano nei piatti originali e sapori nuovi proposti dagli chef.

Ve li presento. Carlo Codarini vi accoglie all’entrata e vi tiene compagnia in sala: è affettuoso e premuroso e vi racconta volentieri, ma con discrezione, la storia di ogni piatto.

Michele Marino, invece, lo trovate sempre in cucina. Ex giornalista e studioso di lingue orientali, ha cominciato alla scuola francese, per poi specializzarsi in piatti vegetariani e vegani, con incursioni nel mondo del crudismo. Michele ha confessato che il segreto per rendere speciale ogni suo piatto sta nel “far parlare ed ascoltare” le verdure, insomma di conoscerle perché “noi siamo quello che mangiamo”.

Michele e Carlo utilizzano prodotti a chilometro zero, combinati magistralmente con spezie e pietanze da tutto il mondo.

Il piatto che mi ha rubato il cuore è stato quello a base di gnocchetti di patate viola con salsa di cavolo rosso. Poi ho provato una chèvre chaude con crostini di formaggio di capra, eredità della scuola francese unita all’innovazione di Michele. Dulcis in fundo, una strepitosa cheesecake al gorgonzola con cavolo nero.

Una libidine per i sensi … il ristorante giusto per sfatare la leggenda che mangiare vegetariano o vegano equivale a rinunciare a gusto e sapore.

Non siete ancora convinti?

L’Osteria al 55, che ricorda un locale stile anni ‘60/’70, propone anche un menù degustazione a 39€ che prevede un tris di antipasti, un primo, un secondo e un dolce.

A la carte trovate poi altri piatti deliziosi come il risotto saltato con curcuma e raquefort, la millesfoglie di carciofi, noci e polpa di porcini, la tempura di verdure di stagione, i capunet – polpettine di grano saraceno in sfoglie di verza – alla cinese con verdure al salto.

Vi consiglio anche la dark salad: castagne d’acqua cinesi, radice di loto, gambuta, patate viola, mangostano e carote nere. Non è la classica insalatina foglioline verdi e pomodorini, vero?

Per concludere, se site in dolce compagnia, suggerisco un cuore caldo al cioccolato con panna montata al ras el hanout, una spezia simile al curry. Più adatti forse al periodo estivo, invece, i sorbetti alla frutta –da provare quello al rabarbaro – o lo yogurt indiano in versione vegan.

Adoro questo ristorantino: delizioso, ma anche coraggioso, che ha saputo sdoganare un tipo di cucina troppo spesso considerata d’élite, riuscendo quindi a interpretare la cucina vegetariana a vantaggio di tutti i palati.

Osteria al 55
Via Messina 55
02/49752286
www.osteriaal55.it

una buona gustosa lettura … I.

 

 


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La frase d’amore più vera, l’unica

24 febbraio 2015 • By

La mia vita è un costante viaggio alla ricerca di tendenze e novità per soddisfare il mio palato esigente, esplorando ogni angolo della città guidata dalla curiosità e dall’amore per tutto ciò che è piacevolmente creativo.

Il cibo per me è amore assoluto, è piacere, è coccole, e questo blog è la naturale evoluzione del mio indagare sui sapori, sui profumi e sui colori della cucina, sia essa tradizionale, vegana o esotica, cercando il sublime.
Conseguenza del mio amore per la condivisione di tutto ciò che di bello, forte della convinzione che la felicità è vera solo quando è condivisa, soprattutto se si tratta di cibo.

Milano è piena di angoli nascosti, bistrot sconosciuti, luoghi che ricordano altri luoghi, magari lontani, pietanze speziate che ci fanno viaggiare coi sensi, e il mio compito è quello di scoprirli, provarli e diffonderli a voi lettori, senza risparmiarmi.

La frase d’amore più vera, l’unica è: “Hai mangiato?”