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Food, Il giardino delle delizie

Vermù: il cocktail bar dedicato al vermouth

10 marzo 2016 • By

Vermù è il primo cocktail bar milanese interamente dedicato al vermouth.

Si trova in Viale Bligny, a pochi passi dall’Università Bocconi, ed i fondatori sono gli stessi di Gin012, il primo gin bar della città.

Questo piccolo locale, che strizza l’occhio ai bar di una volta, non è semplicemente un luogo dedicato al buon bere: la sua peculiarità consiste proprio nel voler rendere omaggio al famosissimo distillato di Torino per restituirgli la corona di “re dell’aperitivo italiano”.

Per farlo, la carta propone 35 etichette e una lista di 12 drink in diverse variazioni di vermouth, compresi quattro classici: Negroni, Martini Dry, Vodka Martini e il Milano Torino.

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Food, Il giardino delle delizie

Pacifico: il primo ristorante peruviano

7 marzo 2016 • By

Pacifico è il primo ristorante peruviano d’alta cucina in Italia.

Nato sulle ceneri di un piccolo panificio in zona Brera, è il decimo locale nel mondo guidato dallo chef Jaime Pesaque, uno dei più grandi ambasciatori ed innovatori della cucina peruviana. Allievo di Gaston Acurio, “capostipite” del riscatto sudamericano, è destinato con ogni probabilità a divenirne il discepolo più famoso.READ MORE


Dinner, Food, Il giardino delle delizie

Maido raddoppia e conquista l’Arco della Pace

4 febbraio 2016 • By

Chiunque abbia trascorso interi pomeriggi, appena tornato da scuola, incollato allo schermo della televisione canticchiando la sigla del popolare cartone Kiss me Licia, non avrà problemi a capire il perchè dell’incredibile successo di Maido.

Maido, infatti, è un ristorante specializzato in okonomiyaki street food, e dopo il successo di Via Savona raddoppia e conquista una delle zone più trendy e tipiche della movida milanese: l’Arco della Pace.READ MORE


Dinner, Food, Happy hour, Il giardino delle delizie, Stile

BOMAKI: Un delizioso mix nippo-brasiliano

3 febbraio 2016 • By

Il trend che ha ormai conquistato il capoluogo meneghino è un delizioso mix di cucina giapponese e brasiliana, e Bomaki, l’uramakeria di Milano, ha deciso di triplicare la sua presenza in città.

Si fa in tre e conquista le zone più alla moda di Milano: corso Sempione, Garibaldi e Marghera.
Tante sono le novità per gli affezionati e per i curiosi, senza dimenticare il must di Bomaki: il burrito rivisitato in chiave orientale.

 

Bomaki di Via Sanzio

Bomaki di Via Sanzio

 

Il menù è ricco, sa combinare due gustose culture conquistando i palati senza far piangere il portafogli: per otto squisiti roll bastano una decina di euro e la scelta include salmone, tonno, gamberi in tempura, branzino, granchio, astice, gamberi rossi di Sicilia, capesante e c’è anche una proposta vegetariana.
Per chi volesse accompagnare gli ottimi piatti dall’anima nippo-brasiliana con un drink colorato, una birra o un frullato, i prezzi vanno dai 4 ai 7 euro.

L’ideatore di questo incredibile mix di successo è lo chef Jeric Bautista, che sa abbinare delizie in costante evoluzione alla cortesia dello staff.

Il nome del locale deriva da una combinazione di due termini: uno portoghese (bom, che significa buono) e uno giapponese (maki, il tipico roll della cucina nipponica).
Bomaki ricorda uno dei ristobar in stile giapponese che si possono trovare nelle grandi città brasiliane, da Rio de Janeiro a Sao Paulo e la sua proposta culinaria fa venire l’acquolina in bocca solo sfogliando il menù.

Crepes di soia al salmone, pollo o picanha grigliata con guacamole, jalapeno o cheddar cheese sono solo alcune delle delizie che prepara lo chef Jeric Bautista. Ma anche inediti temaki con tonno maracuja (tartare di tonno, insalata e salsa maracuja), salmone e tartufo (salmone, avocado, Philadelphia e carpaccio di tartufo) o salmone al mango (cubetti di salmone, avocado, insalata, mango e salsa al mango).
I palati più fini saranno conquistati dalla tartare ceviche, una fresca variante di crudi da lasciare a bocca aperta (polipo, branzino, gambero rosso di Sicilia, pomodoro, mango, cipolla rossa e coriandolo).
Ma fra le righe del menù è possibile scovare ogni sorta di roll: dal tonno teriyaki (con carpaccio di tonno scottato, gamberi in tempura, spicy cream, avocado, teriyaki) al salmone tobiko (tartare di salmone, insalata, mango, avocado e crema di mango), dal branzino ceviche (con dadolata di branzino marinato, lime, zenzero, coriandolo, cipolla rossa, gambero in tempura) al granchio e tonno (granchio intero fritto, carpaccio di tonno e maionese), fino agli speciali come l’astice gratinato (astice alla fiamma, gambero in tempura, avocado, tobiko, salsa teriyaki, maionese).

Mix di uramaki

Mix di uramaki

 

Burrito spicy salmon

Burrito spicy salmon

Inoltre molti di questi curiosi mix possono essere gustati anche sotto forma di temaki (a partire da 6€), mentre ai più esigenti Bomaki propone il sashimi exotic (dodici pezzi di pesce misto con salsa di gazpacho al mango e passion fruit), il carpaccio flambè (tonno, branzino o salmone scottato con salsa ponzu, olio d’oliva e sesamo) o il mix di involtini di gamberi (in salsa dolce, piccante e curry).

Per i più golosi anche qualche dolce tipico brasiliano come il tris di brigadeiros (cioccolato fondente, bianco e al latte), il quindim (crème caramel al cocco) o le cheesecake al mango o al maracuja. Il coperto a 1€ comprende anche acqua naturale o frizzante in brocca gratuita.

Panna cotta al mango

Panna cotta al mango

 

Bomaki è l’ideale per degustare innovativi uramaki, ma anche per un veloce aperitivo o per una cena leggera in compagnia di un sorso di favolosi cocktail (caipirinha, caipiroska e speciali mojito al limone, alla papaya, all’ananas, ai frutti di bosco, alla fragola, al maracuja, al mango e alla goyaba).
Le pareti con ceramiche azulejos e le colorate carte da parati che ricordano la vegetazione brasiliana sanno creare l’atmosfera perfetta prima di avventurarsi nella movida milanese.

Ognuno dei tre locali ha una sua peculiarità: se in Largo la Foppa si trova un intimo soppalco e un dehors per cenare sotto gli archi che si affacciano sulla movimentata nightlife della zona, in via Sanzio è possibile ammirare uno splendido murales, opera dell’artista poliedrico Riccardo Poli.

La deliziosa e innovativa cucina di Bomaki è aperta dalle 12:30 alle 15 e dalle 19:30 a mezzanotte e aspetta solamente di essere assaggiata.

INFO:
www.bomaki.it
Servizio wi-fi disponibile.
E’ caldamente consigliata la prenotazione.

BOMAKI SEMPIONE:
C.so Sempione 10
20154 – Milano
Tel. 02 33603346

BOMAKI FOPPA:
Largo la Foppa 1
20121– Milano
Tel. 02 39663308

BOMAKI SANZIO:
Via Raffaello Sanzio 24
20149 – Milano
Tel. 02 39563318

 

Beatrice Bellano


Il giardino delle delizie

Addio a Benoit Violier, lo chef migliore del mondo

1 febbraio 2016 • By

Il mondo della ristorazione è in lutto: Benoit Violier, lo chef del ristorante migliore del mondo, si è tolto la vita ieri, nella sua casa a Losanna.

Nessuno era meglio di lui e del suo ristorante all’interno dell’Hotel de la Ville Crissier: Benoit Violier aveva infatti raggiunto l’apice e da tre anni era il numero uno dela classifica parigina degli chef dei migliori ristoranti al mondo, La Liste.

Eppure ieri lo chef ha impugnato uno dei suoi fucili da caccia e si è sparato.

Il Ville Crissier vanta dal 1998 tre stelle Michelin, e da tre anni ormai Philippe Rochat, mito della gastronomia transalpina, aveva messo proprio Benoit Violier a capo della sua cucina.

Le cause del tragico gesto sono ancora ignote. Qualcuno crede che il suicidio sia ricollegabile alla scomparsa di Philippe Rochat avvenuta un anno fa: c’è chi ipotizza che Benoit Violier non si sia mai ripreso dall’improvvisa morte causata da un malore del suo mentore, che per sedici anni gli aveva fatto da maestro aiutandolo a diventare uno degli chef migliori del mondo.

Ma nessuno sa davvero perchè Benoit Violier, 44 anni, ieri abbia deciso di puntare quel fucile contro se stesso: fucile con cui era solito cacciare quella selvaggina che solo lui sapeva trasformare in sontuose prelibatezze e che lo aveva fatto diventare il più grande.

Nel 2003 la Francia era già stata colpita da una tragedia simile: in quell’anno infatti lo chef Bernard Loiseau si tolse la vita. Il suicidio mise in discussione l’intero sistema di giudizio che incrementa incredibilmente il livello di stress dei grandi cuochi.

Il triste caso di Benoit Violier sembra diverso, però: lo chef dell’Hotel de la Ville Crissier era sulla cresta dell’onda, aveva raggiunto il punto più alto della sua carriera.

Tanti sono i dubbi sul perchè del folle gesto e la polizia francese non ha ancora saputo chiarire le dinamiche della morte. Certo è che la vita di uno chef non è come la si vede in televisione.

 

Beatrice Bellano