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Food, Il giardino delle delizie

Procacci a Milano: la tradizione fiorentina del nobile tartufo

27 novembre 2015 • By

Gli appassionati di prelibatezze gastronomiche fiorentine e tutti gli intenditori e cultori del buon cibo hanno ormai un punto di riferimento a Milano: Procacci, lo storico locale di via Tornabuoni a Firenze specializzato in panini al tartufo, ha aperto infatti in corso Garibaldi 79, per deliziarsi con sapori autentici accompagnati da un buon calice di vino.

Panini reali, dalla ricetta rigorosamente segreta. Al tartufo, al tartufo e fois gras, al burro e acciughe, o ancora al salmone e rucola e al brie e gelatina … se ne conoscono solo gli ingredienti principali, racchiusi in un pane morbidissimo, preparato sempre allo stesso modo dal 1885. Tutti accompagnati dal vino più adatto per esaltarne i sapori.

 

Un ambiente rilassato, con settanta posti a sedere (cinquanta in e venti out), dove si possono gustare una selezione di piatti semplici dall’anima fiorentina, come carpacci, panzanella e pappa al pomodoro, oltre a gazpachi di Procacci e varie ricette a base di tartufo.

Un’enogastronomia con bistrot, dove – già da questo periodo – potrete trovare deliziose idee regalo. Procacci infatti porta il tartufo sulle tavole delle Feste.

Da Procacci è possibile trovare il regalo ideale per i veri cultori del buon cibo. A disposizione, confezioni di diverse dimensioni da comporre a piacere scegliendo tra le prelibatezze in vetro al tartufo: burro con tartufo, riso con tartufo, filetti di alici con tartufo, olio extravergine di oliva al tartufo bianco, aceto balsamico con tartufo nero.  Oppure tagliolini con tartufo, sale grosso o fino con tartufo, tartufo fresco, essiccato o in salamoia.

Per chi ama gli abbinamenti più ricercati, il miele con il tartufo bianco è ideale con i formaggi, insieme alle salse gelée al vino rosso o al vino dolce.

 

Procacci

Corso Garibaldi, 49

02/65560659

Fb: Procacci Milano

Aperto dal lunedì al sabato dalle 9,00 alle 24,00

 


Food, Il giardino delle delizie, Nerospinto Fine Selection, Nigthlife

LO SPUMANTINO AL PONTE VECCHIO

26 maggio 2015 • By

Sul Lungarno Acciauoli, a Firenze, abbracciando in uno sguardo il suggestivo Ponte Vecchio, si trova lo Spumantino al Ponte Vecchio, la Lounge dell’azienda vinicola Castello di Verrazzano, membro del Consorzio Chianti Classico.

Wine bar di tendenza, locale friendly e di design, lo Spumantino al Ponte Vecchio è ormai protagonista della movida fiorentina. Un ambiente giovane, frizzante dove trascorrere piacevoli aperitivi o afterdinner in compagnia di amici.

Tra un calice di Oro 24 Rosè o un rosso Chianti Classico del Castello di Verrazzano, piccole degustazioni di leggeri e gustosi appetizer, piccola panetteria e dolci realizzati in proprio. Interessante abbinamento di importanti etichette dei vini Verrazzano con piccoli assaggi di sushi in un perfetto connubio di gran classe.

Un viaggio alla scoperta di nuovi sapori, tra prodotti di alta qualità ed abbinamenti gastronomici in
un’atmosfera lounge, ricercata ed elegante. Un viaggio metaforico tra mappamondi e mappe ricreate sulle pareti del locale, tra valigie vintage e la storia di Giovanni da Verrazzano, il navigatore che scoprì la Baia di New York.

Sara Biondi

Lo Spumantino al Ponte Vecchio
Lungarno degli Acciaiuoli, 4/r Firenze

Expo, Food, Il giardino delle delizie

TRA I VIGNETI DEL CASTELLO DI VERRAZZANO

25 maggio 2015 • By

Tra Firenze e Siena, nel cuore del Chianti Classico, sulle colline di Greve in Chianti si trova il Castello di Verrazzano, una delle dimore storiche più suggestive della Toscana. Costruito nel VII secolo, su uno sperone collinare a circa 20 chilometri da Firenze, fu luogo di nascita del navigatore Giovanni da Verrazzano, colui che scoprì la baia di New York ed il primo rilievo cartografico di gran parte della costa east degli Stati Uniti d’America.

Oggi il Castello è di proprietà della Famiglia Cappellini che lo acquistò nel lontano 1958 portandolo, dopo una paziente opera di restauro, al suo antico splendore. La Famiglia Cappellini, con gli anni, ha anche provveduto a ben mantenere i vigneti, su di una superficie di 52 ettari. Vigneti che si estendono dalle mura del Castello sulla sommità della collina fino al bosco sul fondo della valle, dove scorre il fiume Greve. Il Castello di Verrazzano è membro del Consorzio del Chianti Classico fin dall’anno della sua fondazione.

La produzione vitivinicola è documentata sin dal 1170. Questa attività, oggi sotto la direzione di Luigi Cappellini, è stata mantenuta con alti standard di qualità, attraverso una conduzione biologica ceritficata e che tra l’altro vede la prassi del diradamento manuale dei grappoli come regola aziendale, per permettere una sempre maggiore concentrazione di profumi e sapori.

Il Castello di Verrazzano ha mantenuto intatte nei decenni la sua maestosità e la sua bellezza. Al centro della tenuta si trova la casa padronale con un’antica torre, di costruzione tardo romanica., circondata da giardini e fontane, da cui si gode una vista panoramica sulla campagna circostante.

Il Castello di Verrazzano, oltre ad essere una rinomata e storica realtà vinicola, è anche un’importante azienda agricola “a tutto tondo”. Infatti accanto ai pregiati vini Verrazzano, la tenuta produce olio di oliva, aceto, miele e altri prodotti prodotti classici di una Fattoria toscana. Inoltre la Fattoria produce legna da ardere per l’autosufficienza energetica di tutto il complesso.

La Famiglia Cappellini, ormai da anni, promuove uno sviluppo sostenibile delle attività vitivinicole con grande attenzione e rispetto per l’ambiente. L’azienda è nota ed apprezzata per i suoi “Wine Tour” e per aver sviluppato, nel corso degli anni, un enoturismo di qualità attraverso visite guidate alle antiche cantine di invecchiamento, con percorsi tra i giardini tardo rinascimentali della villa, che si concludono con le degustazioni dei vini della tenuta presso il Ristorante di Fattoria che serve solo prodotti locali. Notevole è la collezione di vecchie riserve.
Il Castello ospita la Fondazione “Giovanni da Verrazzano” che periodicamente organizza convegni e promuove la memoria delle gesta del navigatore Giovanni da Verrazzano.

Sara Biondi


Food, Il giardino delle delizie

L’800 MangiaBeveria

30 marzo 2015 • By

Punto di ritrovo per le compagnie di Carnago, ma anche luogo ideale dove pranzare, fare colazione o concedersi un aperitivo. Questa è la filosofia de l’800 MangiaBeveria.

 

Aperto tutto il giorno, l’800 MangiaBeveria offre sfiziose colazioni, ricchi pranzi con panini e piatti caldi, aperitivi con buffet e dopocena con musica e animazione.

 

Il locale organizza anche serate a tema ed è a completa disposizione per ospitare feste di compleanno, lauree, addii al nubilato/celibato ed eventi aziendali.

 

Sapientemente gestito dal titolare Isacco Bonardi, il quale si impegna a proporre anche prodotti adatti ai celiaci e agli intolleranti. Cura e ricerca non solo nelle materie prime, ma anche nella selezione dei vini proposti.

 

Con l’800 MangiaBeveria collabora anche la chef Francesca Marsetti, direttamente dalla trasmissione “La prova del cuoco”, la quale contribuisce nella creazione del menù offerto.

 

L’800 MangiaBeveria si caratterizza per ambiente finemente arredato, accogliete e curato in ogni dettaglio.

Atmosfera rilassata, accoglienza e cordialità sono le caratteristiche vincenti di L’800 Mangiabeveria e il personale, solare e simpatico, saprà accoglierti al meglio e farti sentire proprio come a casa tua.

Aperto tutti i giorni dalle 6,45 a mezzanotte

 

L’800 MangiaBeveria
Via San Martino, 5
Carnago (VA)
0331 993272
www.800mangiabeveria.it

 


Il giardino delle delizie

Quell’irrinunciabile bouquet di tappo

11 dicembre 2013 • By

All’estero si dice che agli italiani piacciono i vini che sanno di tappo. Ovviamente per scherzo. Ma qualcosa di vero c’è. Infatti se in numerosi pesi del mondo dilagano tappi alternativi a sughero in Italia i consumatori non ne vogliono sapere. O sughero o niente. Da qui la diceria… I tappi di sughero saranno necessari per i vini che invecchiano oltre 10 anni. Ma per gli altri per quale motivo rischiare l’odor di tappo? E perché alcuni tappi hanno quell’odore indesiderato che rovina inesorabilmente il vino?

L’odore di tappo è causato da un fungo che produce tricloro-anisolo (T.C.A.). Il T.C.A. quando è presente a valori bassi, non viene avvertito come odore di tappo, ma come difetto del vino.

I tappi a vite di ultima generazione screwcap chiamati anche Stelvin, sono costituiti da un involucro di alluminio e al loro interno una guarnizione di tenuta multistrato dotata di una pellicola di materiale isolante che garantisce l’ermeticità. Gli unici vini che non si possono tappare in questo modo sono gli spumanti. Con questi tappi la gestione della bottiglia è estremamente pratica. Si apre senza che occorra il cavatappi e poi non si finisce, si richiude ermeticamente e si può riporre sdraiata nel frigorifero. Quali sono gli altri vantaggi? Ovviamente i vini non sanno di tappo; inoltre i vini bianchi mantengono, maggior freschezza e fragranza. Infine vi sono vini alla degustazione non perfetti la cui causa non sempre è chiaro se attribuirla alla vinificazione o al T.C.A. Con i tappi a vite se il vino presenta un difetto, questo dipende unicamente dalla vinificazione. Molti paesi esteri, hanno adottato questi tappi, ma in Italia non sono ben accetti perché associati a vini ordinari e pertanto hanno una connotazione negativa, ma a torto considerato che garantiscono la perfetta conservazione del vino per almeno 10 anni e meglio di quanto sappia fare il sughero. I tappi a corona sono considerati ancor meno appropriati di quelli a vite e i più potrebbero giurare che un buon vino non dovrebbe neanche vederli. Ma quanti sanno che gli Champagne invecchiano per anni incapsulati con questi tappi prima di essere tappati definitivamente? Ma i pregiudizi, si sa, non sono facili da eliminare. Specie se un po’ di provincialismo italico aleggia.